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| IL
FISICO |
| La
preparazione fisica nel golf |
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Il Golf, proprio come tutti gli sport, necessita di una preparazione
fisica che migliori le capacità che lo contraddistinguono.
Fondamentalmente il colpo più impegnativo dal punto di
vista fisico è rappresentato dallo Swing, il primo colpo
in cui bisognerà convogliare tutte le energie, finalizzando
le capacità coordinative per utilizzare i muscoli in maniera
sinergica.
I muscoli che lavorano nel primo colpo dal Tee si distinguono
in agonisti (quelli che “spingono”), e gli antagonisti
(quelli che si “spengono”).
La capacità più difficile da allenare è proprio
la coordinazione intramuscolare ed intermuscolare.
Ovvero la capacità di utilizzare i muscoli giusti e spegnere
quelli che lavorerebbero contro un movimento fluido.
Facciamo una premessa, i nostri muscoli vengono utilizzati
nella vita di tutti i giorni, come negli sport, attraverso
una sinergia che viene tecnicamente detta catena cinetica.
Ovvero ogni muscolo si contrae di seguito a quello che lo precede, proprio
come gli anelli di una catena, se ne tiro uno il successivo
subirà la tensione, e in base all’intensità
iniziale questa si propagherà fino agli anelli più
lontani.
In realtà il concetto di catena fa pensare più a
un concetto lineare, nel caso del golf si andrà in
contro ad uno stimolo che assomiglia di più ad una spirale.
Il fulcro del movimento sono le vertebre lombari, per cui
il potenziamento maggiore dovrà riguardare i muscoli che
fanno muovere, e allo stesso tempo proteggono, tale
zona del nostro corpo.
Quindi l’allenamento dovrà prevedere una sessione
di potenziamento per gli obliqui dell’addome.
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Gli obliqui dell’addome si dividono in obliqui interni e
obliqui esterni, lavorano in un sistema crociato (esterni
destra - interni sinistra e viceversa) per far
compiere al corpo una flessotorsione proprio come il caricamento
e il colpo nello swing.
Muscoli interessati in questo movimento sono anche i deltoidi, i
tricipiti, oltre alla contrazione dei muscoli delle gambe.
Chiaramente, come accennato prima, i muscoli che lavorano
in sinergia dovranno essere utilizzati in sequenza nella maniera
corretta, evitando eccessive tensioni.
Inoltre la capacità di sincronizzare un movimento è
data anche dalla capacità di non far lavorare i muscoli
che si oppongono (antagonisti) allo swing, quindi
si dovrà lavorare con cautela quando si potenzieranno i
bicipiti e i pettorali.
La qualità da allenare non sarà sicuramente la forza
pura, bisognerà anzi lavorare sulla resistenza e la
forza veloce.
Si potranno eseguire degli esercizi analitici per i singoli muscoli
accompagnati da movimenti a vuoto che riproducono il gesto specifico
del Golf.
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Durante una partita di Golf si possono percorrere diversi chilometri
a piedi con il carico dell’attrezzatura, per cui
sarà necessario un buon allenamento aerobico, il
“fiato”.
Per fare questo non sarà necessario praticare allenamenti
di potenza aerobica, basterà fare un lavoro cardio
a bassa intensità alternato a circuiti di tonificazione
per gli arti inferiori e superiori.
Un buon allenamento potrebbe essere rappresentato da lezioni
di Total Body Workout o, meglio, Total Body Funzionale.
Le sollecitazioni prodotte da una partita di Golf sono notevoli, per
cui bisognerà provvedere a fare un adeguato deffaticamento
e allungamento.
Il fatto di camminare a piedi con l’attrezzatura per tornare
all’inizio del percorso può di per sé rappresentare
un buon deffaticamento, per quanto riguarda lo stretching
sarebbe auspicabile un approccio in catena cinetica, ad
esempio Mezieres, Panca Fit®, Power Stretching…
Esattamente come per la tonificazione esistono
infatti protocolli di lavoro sopraccitati che farebbero al caso.
Ideale potrebbe essere praticare un corso di Pilates, affiancato
ad una seduta cardio, in modo da dare al fisico gli stimoli
che lo farebbero potenziare senza appesantirlo o legarlo, anzi
garantendone funzionalità, coordinazione e mobilità
articolare.
Ma di questo ed altro andremo a parlare
in questa sezione, che verrà costantemente aggiornata.
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