Nei giorni 5, 6 e 7 aprile scorsi si è tenuta presso il
centro congressi Alitalia di Roma, a cura della Federazione Italiana
Golf e con il patrocinio della PGA of Europe e del Royal &
Ancient golf club of St.Andrews, la prima conferenza mondiale
sul golf giovanile. Sotto il coordinamento tecnico di Donato Di
Ponziano, direttore della nostra Scuola Nazionale di golf, oltre
290 delegati, professionisti ed operatori di 32 nazioni si sono
confrontati sui migliori programmi, metodi ed iniziative per lo
sviluppo del golf giovanile. Partendo dagli interrogativi di fondo
posti da Di Ponziano sulla natura ludica o sportiva di questa
disciplina, si è approdato, sullo spunto di Keith Williams
(coordinatore dei coach nazionali inglesi) al ridimensionamento
del ruolo giocato dalla psicologia rispetto alla correttezza dell’esecuzione
tecnica. Di ciò si è trattato passando per le tematiche
dell’etichetta sportiva, del reclutamento giovanile e le
tecniche d’insegnamento sviluppate in interessanti workshop
a tema. Sei relatori di chiara fama si sono succeduti sul palco
per esporre e mettere a disposizione le proprie esperienze nazionali,
fra le più qualificate al mondo in materia di promozione
e sviluppo del golf.
Da Joe Beditz , Murray Maclin a Mike Round e Worden Teasdale
hanno posto i temi dell’insegnamento, dell’approccio
con l’allievo. Ma soprattutto ha destato molto interesse
l’esperienza del golf scandinavo, testimoniata dall’ottimo
Mattias Sjogren, responsabile dell’attività giovanile
della federazione svedese. Interessante per la continua crescita
quantitativa e di qualità, il modello svedese, pur poggiando
su alcuni elementi di forza difficilmente esportabili nel contesto
italiano, offre uno schema di sviluppo, fondato su un sistema
di facilities, anche di ordine economico, ai giovani ed ai circoli
che aderiscono ai principi di politica giovanile proposti dalla
federazione. Tutto trainato dal matrimonio sportivo, stretto con
un popolarissimo campione di hokey convertito alla causa del golf:
Sven Tumba.
Ora, se per un verso va riconosciuto che in Italia un tale connubio
avrebbe come sola conseguenza quella di confermare agli occhi
dell’opinione pubblica il golf come disciplina snob, implicitamente
classista; per un altro verso va constatata la colpevole marginalità
della nostra federazione nella promozione di analoghe iniziative
promozionali. Peraltro sostanzialmente contraddette nelle scelte
di politica giovanile: la tessera federale che in Italia costa
€ 58,oo in Svezia costa appena € 7,oo! le già
poche agevolazioni previste per i giocatori juniores fino ai 21
anni, ormai si applicano soltanto fino ai 18 anni…
D’altra parte, occorre sottolineare il successo dei piani
di promozione sportiva, finanziati in Svezia da imprese private
socialmente responsabili come la società assicurativa Skandia,
attraverso la costruzione di campi pratica mobili per raggiungere
i giovani nei luoghi da essi più frequentati come le piste
da sci e altre coinvolgenti iniziative finalizzate alla diffusione
del gioco ,come ad esempio il Jungle golf, giocato nei parchi
limitrofi alle scuole. Come giustamente affermato da Williams
il golf vero e proprio non può che esser giocato nei club
che dovranno divenire più a misura di bambino.A questo
la Svezia a risposto con una serie di agevolazioni : pratica gratuita
in alcuni giorni della settimana, palline gratuite , fino ad arrivare
a menù personalizzati per i ragazzi. Tutto allo scopo di
adattare meglio il circolo alle esigenze dei giovani.
Sempre nell’ambito svedese è emersa una nuova figura
creata all’interno dei circoli per potenziare le energie
coordinative e organizzative dei giovani. Si tratta dell’Assistente
di formazione,ovvero un giocatore dilettante formato da un programma
e dall’accostamento a un professionista e che sarà
impiegato per l’insegnamento ai giovani neofiti, senza insegnamento
della tecnica per il quale provvederà il professionista.
Insomma, a voler procedere in quella stessa direzione non mancano
né i modelli ai quali ispirarsi, né i precedenti
dai quali trarre insegnamento; …a voler procedere.