buttom
 
inbuca
golf tv
 
 
LA TECNICA
Golfare - NATURAL GOLF

NATURAL GOLF 



Nei mesi scorsi è pervenuto in redazione del materiale illustrativo riguardante una ricerca sullo swing, curata dal Sig Turrini, maestro presso il golf Club Croara, in collaborazione con il dott. Paolo Pasquali, Libero Docente di Clinica Ortopedica dell’Università di Bologna.
Il materiale, costituito da una dispensa redatta dal dott.Pasquali sulla chinesiologia e da altre pubblicazioni del maestro Turrini, espone alcune tesi sulle corrette applicazioni dello swing.
Considerato il contenuto tecnico dell’argomento, abbiamo chiesto al professionista Guido Caneo, di esaminarlo e commentarne i punti più significativi.

Una prima considerazione introduttiva si impone sotto il profilo metodologico: tutte le teorie tradizionali muovono dalla constatazione che non esiste un modello di swing valido per tutti i giocatori, per l’incidenza di fattori molto diversi fra loro, anagrafici, antropometrici e psicologici, che caratterizzano il profilo soggettivo del singolo giocatore. Infatti, attraverso l’osservazione dello swing dei migliori giocatori di tutti i tempi, si notano importanti differenze nei movimenti del corpo e, seppur in minor misura, persino nel modo di colpire la palla e di farla volare. Comunque, a swing differenti corrispondono, in ugual modo, colpi vincenti, in forza del fatto che, in tutti i casi, ricorrono alcuni elementi decisivi, sempre fondamentali per la riuscita del colpo, la cui analisi è stata condotta secondo una metodologia chiara e condivisa.
Inoltre, sulla base delle mie esperienze professionali e della formazione ottenuta dalla Scuola Nazionale di Golf, ho maturato ferme convinzioni sulla necessità di trovare sempre riscontri concreti alle teorie esaminate. Sotto questo aspetto il sistema del maestro Turrini sembra, invece, mancare.
Infatti, proprio a partire dall’osservazione dei movimenti adottati dai migliori giocatori, si è constatato che tutti, pur all’interno di swing differenti, in un momento dell’esecuzione compiono, in misura diversa, una flessione dei polsi. Infatti, il corpo umano, sotto il profilo meccanico, può essere inteso come una serie di tre leve, la terza delle quali è, appunto, il bastone con perno sui polsi: indispensabile per imprimere velocità alla testa del bastone ed ottenere distanza. I polsi devono flettersi: questo è un elemento decisivo, che non ammette di essere discusso. E del resto, seppure in contrasto con le conclusioni a cui giunge, ciò risulta evidente anche nelle illustrazioni fotografiche dello stesso Turrini. Egli, precisamente, teorizza un movimento con braccia e bastone a formare un’unica leva, senza flessione dei polsi e con backswing privo di punti di resistenza alla torsione. Secondo Turrini, i fianchi, all’apice del caricamento, dovrebbero ruotare fino a circa 90 gradi e le spalle a circa 100, ma questo comporterebbe un eccessivo allontanamento del centro dello swing dalla palla. D’altra parte, mancando le considerazioni necessarie sul mantenimento del piano dello swing, e su altri principi fondamentali, non mi è possibile verificare la validità delle sue conclusioni, sulla base di una metodologia chiara, secondo l’utilizzo di parametri condivisi di classificazione della riuscita del colpo: quali precisione, ripetitività e distanza. Del resto, non può essere assunto a campione statistico il numero circoscritto di giocatori, che rientrano nell’ambito di osservazione delle teorie di Turrini.
Tuttavia, alcuni aspetti della ricerca appaiano senz’altro suggestivi, benchè il preteso fondamento scientifico delle conclusioni, non venga mai dimostrato in modo esaustivo, e sia in contrasto con la trattazione sommaria di aspetti tecnici che avrebbero meritato maggiore considerazione. Ma a prescindere, però, dalle questioni tecniche più dibattute, va ascritto al collega Turrini e al dott. Pasquali il merito di aver avviato una ricerca coraggiosa e controcorrente, con profusione di impegno e generosa passione, che traspare fin dalla cura con il quale è stato realizzato il voluminoso materiale didattico.


--

Gli altri articoli pubblicati