IL DAY HANDICAP, INTRODUZIONE AL PROGETTO

Un innovativo sistema di gestione dei vantaggi, realizzato da Massimo Gessi

In anteprima mondiale durante la nostra tradizionale gara di primavera, il 29 Aprile 2007, abbiamo presentato e sperimentato un nuovo sistema di calcolo dell'handicap e delle classifiche di gara ideato dal giudice arbitro Massimo Gessi. Si tratta di un sistema che può apparire complesso al primo approccio ma che per la sua validità ha da subito destato interesse tra i golfisti e gli addetti ai lavori.

Di seguito andiamo a illustrarvi tutto sul sistema Day Handicap. Seguiteci. Supponiamo che tutti i giocatori di una gara giochino il proprio handicap, il risultato netto finale sarebbe per tutti uguale. Si procederebbe poi allo spareggio confrontando i risultati lordi sulle ultime 9, 6, 3 buche.

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La realtà però mostra che solo una volta su quattro si riesce a giocare il proprio handicap.
Cambiamo il punto di partenza, l’handicap non è preassegnato, sarà assegnato DOPO la fine del giro e scaturisce dal gioco effettuato in campo (DAY HANDICAP). In questo modo si ottiene l’handicap su misura che farà pareggiare il campo a chi abbia “giocato a golf”.
Si “gioca a golf” quando si effettuano solo i colpi che costituiscono l’handicap stesso: per ogni PAR o meglio si hanno 0 colpi di handicap, per ogni BOGEY si ha UN colpo di handicap e per ogni DOPPIO BOGEY o peggio si hanno DUE colpi di handicap. C’è un solo limite, ad evitare furbate: bisogna restare entro una differenza massima di + 5 colpi rispetto al proprio EGA handicap, aldilà scattano le penalizzazioni. Entro questo limite non ha più alcuna importanza quanti colpi si giocano dato che l’handicap che ne scaturisce farà comunque PAREGGIARE il campo. La differenza la farà la QUALITA’ dei colpi; chi giocherà solo PAR o solo PAR/BOGEY o solo BOGEY o solo BOGEY/DOPPI BOGEY sarà tra i vincitori, poi a scendere, chi giocherà solo BIRDIE/PAR/BOGEY o PAR/BOGEY/DOPPI BOGEY e così via.

Complicato? Solo in apparenza, se non ti preoccuperai dello score ma penserai solo a “giocare a golf” come si è detto sopra ed userai la testa invece che i muscoli scoprirai un golf nuovo, meno stressante perché non tiene conto dei colpi in più o in meno rispetto a quelli previsti, ma considera solo la regolarità del gioco e premia di più la strategia che non il gioco d’attacco a tutti i costi.

Autore: Guido Caneo
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