IL GOLF E LE BUONE MANIERE

Introduzione alle regole di gioco e di etichetta

Avvicinare la gente al gioco del golf: questo è stato il principale obiettivo della Federazione italiana e, in generale, di tutto il mondo golfistico nell'ultimo decennio. Un affare complicato. Eppure, aumentare il numero dei praticanti diventava via via sempre più un'esigenza. C'era una motivazione filantropica, certo, nel voler avvicinare altra gente nei circoli, ma anche la presa di coscenza che, senza una apertura verso l'esterno, i costi per noi golfisti sarebbero rimasti alti. Ai tempi in cui Rocca sfidava Daly a St.Andrews, in Italia i golfisti erano pochi, e il nostro sport era considerato ancora un gioco per ricchi e scemi. Il nostro paese non ha una cultura golfistica radicata, non conosce la storia del gioco, le consuetudini, lo spirito.

Il calcio, invece, quello si che ha una tradizione nel nostro paese. Forse se ne parla di più di quanto non lo si giochi, ma certamente è lo sport più popolare, da sempre.

Ma il calcio non è un esempio positivo di integrità e onestà. Non può esserlo uno sport dove, la normalità, è la simulazione del fallo, il doping, le provocazioni, le interviste maleducate e le partite truccate. Qualche problema può nascere, dunque, quando tanta gente decide di mollare il "pallone" e passare alle "palline". Senza comprendere lo spirito del nostro gioco, la sua inconfondibile anima nobile. Il golf richiede qualità umane che non tutti hanno. Non è un gioco adatto a tutti. Non parlo dell'aspetto tecnico o economico, ma di quello etico.

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Il golf è sport dalle tradizioni forti. Probabilmente è l'unico in cui la condizione indispensabile per giocarlo sia l'onestà e l' integrità morale del giocatore. Esiste l'arbitro anche nel golf, ma per aiutare i giocatori nell'applicazione corretta delle regole, certamente non per vigilare sulle loro eventuali scorrettezze, che non dovrebbero esserci. E' il giocatore stesso che dovrebbe avere la sincerità e l'onestà di attribuirsi le penalità stabilite dalle regole del gioco a cui sta giocando. Senza queste regole, il golf non sarebbe lo sport affascinante e appassionante che noi tutti sappiamo essere. Senza queste regole, il golf sarebbe una passeggiata all'aria aperta colpendo ogni tanto una pallina con una mazza. Chi ama il golf, dovrebbe rispettare le sue regole, che siano di gioco o di comportamento. Dovrebbe adoperarsi affinchè chi si avvicini al gioco, specialmente i bambini, impari subito a rispettarle con la stessa puntualità e precisione con cui son state scritte. Dovrebbe capire lo spirito del gioco e insegnarlo.

Non essendo uno psicologo, non sono in grado di tracciare il profilo del golfista ladrone, ma azzardo l'ipotesi che sia un disonesto anche fuori dal campo.

Chi si comporta in modo disonesto sul campo da golf non ha la giusta predisposizione mentale per riuscire a giocare bene, non avrà alcuna soddisfazione in questo sport, che richiede pazienza, perseveranza e dedizione. Chi ruba, semplicemente cerca delle scorciatoie per ottenere il risultato, non è disposto a trarre alcun insegnamento dalla sconfitta. E' come il calciatore che si tuffa in aria per ottenere un rigore che non meritava. Queste persone devono prima essere introdotte nel modo giusto al golf, prima di emarginarle.

E' diseducativo per i giovani aiutarli a prendere l' handicap di gioco sottraendogli colpi dallo score o non conteggiandogli le penalità per le infrazioni alle regole. In questo modo non gli si insegna a giocare a golf. Non è una giustificazione accettabile farlo con la volontà di permettergli di sisputare gare limitate a un handicap più basso di quello che ha. La soddisfazione più grande per un giocatore non dovrebbe essere quella di ritirare il premio alla premiazione della gara, ma ripensare al percorso fatto per ottenere quel risultato: pensare alle ore passate in campo pratica a migliorare lo swing, l'impegno nelle gare precedenti, dove si è giocato male e si è messo a frutto l'insuccesso. Avete mai visto un orso rubare a golf? Questo video è divertente, guardatelo.

Autore: Guido Caneo
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