GOLF E SESSO

Nell'esprimere la sessualità siamo più soli di quanto non si creda, nudi e allo specchio.

Il titolo è quantomai provocatorio. Ma se permettete vorrei subito chiarire il significato di questa tematica volutamente ambigua e un po’ intrigante. Quando si parla di golf si pensa inevitabilmente ad un signore un po’ fannè, annoiato che snobbisticamente si allontana dai più, sdegna i comuni mortali e si rifugia pigramente negli ozii del suo esclusivo campo a 18 buche. Nulla di più errato, falso e fuorviante!
Oggi si sta cercando di portare questo sport a conoscenza delle categorie più disparate. Nascono campi pratica i cui costi sono veramente accessibili…a volte gravano sul bilancio meno di una palestra sotto casa o di un corso all’Università della terza età. La cosa che più mi ha stupito, avvicinandomi a questo sport, è quanto sia attuale e moderna l’antica massima dei nostri padri latini “mens sana in corpore sano”.
“ Serve, a priori, un buon rapporto tra mente e corpo, altrimenti tutto va a carte quarantotto, vale a dire non si può proprio giocare a golf!” Questo è quello che mi sono trovata a pensare quando ho preso coscienza che la ruotazione imposta alla colonna vertebrale nello swing in contemporanea alla torsione della testa in senso contrario e il lasciare andare al ritorno per la chiusura del tiro altro non è che lo scaricamento di una molla precedentemente caricata.
Come psicosomatista e sessuologa ho sorriso compiaciuta ad ho rilevato con soddisfazione che già la sola mimica dei colpi parla chiaro. Se c’è corruccio e tensione si evidenzia il tipico aggrottar di archi sopraccigliari, si osserva quella espressione che genera due rughe verticali alla base della fronte proprio sopra la radice del setto nasale. Se invece il colpo è ben impostato gli occhi si spalancano per lo stupore, le sopracciglia si alzano e comunicano uno stato di attenzione massima, siamo in sintonia, è così aperto il canale di comunicazione ottimale corpo-mente, siamo attenti e lucidi produciamo onde beta di massima operatività. Spesso nell’effettuare la preparazione, nella carica all’indietro ci si trova a coscientizzare una profonda inspirazione, quindi si immagazzina più ossigeno ( che altro non è che energia pura) , lo si trattiene e , nel momento del tiro, si emette energicamente aria e si scarica il muscolo trapezio, quell’ ampia parte di schiena che investe e tende tutta la zona superiore del dorso. Ben sanno individuare il posto corretto della tensione coloro che soffrono di “cervicale”. Questo è il punto del corpo in cui si inscrivono le emozioni di rabbia, tensione, incapacità di far fronte agli abusi della vita, incapacità di ribellarsi, tutto in uno il posto del nostro corpo in cui ristagna l’ansia. E si , va bene, ma cosa c’entra tutto ciò con il nostro argomento?Quando si comincia a parlare di sessualità? Un attimo di pazienza e vi spiegherò subito!

L'articolo continua dopo il banner
putter golf

Tutti sanno che il corpo in movimento non è mai triste. Sembra un enorme paradosso ma è oltremodo vero. Provate a correre e piangere! O pedalare e sospirare malinconicamente, o ancora ridere e prendere la mira precisa con il vostro arco. Per una scansione di tempi all’interno delle nostre sinapsi c’è la nota regola del “ o-questo o –quello”. Non posso piangere e ridere. Prima ci sarà un comportamento e poi, anche immediatamente dopo, ce ne sarà uno successivo, mai concomitante….. Da tecnica mi sono resa conto che il golf è un grande maestro. Praticare il golf significa prima di tutto semplificarsi, imparare a staccare il pensiero, vivere l’azione nella sua globalità essenziale, seguire la saggezza dimenticata del nostro corpo, gioire con lui come bambini premiati per un successo, disperarsi per un colpo fallito, perdonarsi, quindi morire e resuscitare, decidere di ritentare subito e cimentarsi in un’altra prova. Si impara così a vincere l’ansia.
Ora è noto ai più che l’ansia è un habitus, una cattiva abitudine. E vi assicuro che essere un temperamento ansioso non aiuta di certo a vivere con gioia, con allegria gli altri compiti che la vita ci riserva. Io, che per professione oltre che la “ strizzacervelli ” ( così mi sono sentita definire da alcuni dei miei pazienti), sono anche specializzata in sessuologia clinica, mi trovo spesso a dover fare i conti con i comportamenti analogici. Spiego meglio: apprendo che ogni comportamento include un intenso coinvolgimento con manifestazioni di una vasta gamma di emozioni che vanno da un estremo positivo ( serenità, allegria, gioia, equilibrio,ottimismo) ad uno negativo con inevitabili sensazioni di disagio, nervosismo, indecisione, sospettosità , gelosia, insicurezza, disistima, ansia, paura, rabbia, stizza, o quant’ altro che produca adrenalina. La nota scarica di corticoidi endogeni posta in essere per aiutare il nostro corpo ad affrontare in maniera ottimale lo stress che altro non è che sindrome di adattamento generale ( G.A.S. General Adaptation Sindrome). Sarà ben difficile che io possa cambiare questo cattivo comportamento e se non intervengo radicalmente con la volontà corro il serio rischio che ci sia una ripetizione automatica ampliata all’infinito. Il caso di rabbia, paura, ansia, non è più isolato, è entrato in un automatismo che sfugge al controllo cosciente, è quello a cui la gente allude quando dice: “E’ il suo carattere!” ed io ribatto convinta dai miei anni di lavoro in questo settore “ O.K. però il carattere si può cambiare, basta volerlo e sapere come fare, te lo insegno io , se vuoi!”
Il dover riequilibrare il nostro umore di base, renderlo più semplice, più autentico nel preciso momento del gioco è una sorta di cleaner, o cancellino, che con un solo movimento ri-imposta una buona abitudine e quindi per la magia del nostro preziosissimo cervello – computer tutto si ri-impara, si ri- equilibra.
Vi assicuro che nelle patologie delle inadeguatezze sessuali il primo passo basilare e importantissimo è insegnare al soggetto l’importanza dell’esserci. Si prevede così di raggiungere la capacità di saper vivere la relazione in armonia con il mondo esterno che è visto come uno specchio in cui tutto il nostro modo di essere si proietta nell’altro. Così gli atteggiamenti, le emozioni, le rabbie interne e quant’altro ci si ritorce contro come nel vecchio, ma pur sempre nuovo nella rilettura magica, mito della caverna di Platone. I prigionieri legati in catene , rivolti verso il fondo della prigione osservavano spaventati quelle fantasmatiche ombre che altro non sono che loro stessi illuminati dal fuoco eternamente acceso fuori dell’imboccatura della caverna.

Quindi se riusciamo ad azzerare la rabbia, l’ansia, la paura dell’altro, del giudizio ( che spesso parte da noi e a noi come boomerang ritorna) saremo sicuramente più autentici, più liberi.
Nell’esprimere la sessualità siamo più soli di quanto non si creda, nudi e allo specchio. Siamo noi e il nostro giudizio, il nostro perfezionismo, la nostra ossessività ad esaminare tutto e tutti. In un battibaleno ci troviamo nella posizione di osservatori di noi stessi. La sindrome del “ to be spectatoring of…”,essere spettatori di… significa non vivere l’emozione, perderla nel labirinto della nostra mente, uscire dal sentire il corpo e osservarci dal di fuori, dall’oblò del nostro giudizio, perdiamo definitivamente il contatto con l’emozione, l’autenticità e ….. fuggiamo delusi dal rapporto, spesso abbandoniamo il campo, rinunciamo a vivere i nostri veri bisogni, ci diamo per vinti.Ma questo non è anche l’atteggiamento di base che viviamo quando ci rendiamo conto di aver fatto un tiro mal riuscito? Non dobbiamo ricominciare tutto da capo e stabilire una nuova buona relazione io- pallina- bastone per creare un corretto approccio al nuovo tiro? Vi pare ora così distante e dissimile l’analogia golf-sesso?E’ così incomprensibile e lontana la disamina del nostro tema?
La prossima volta parleremo più a fondo dell’ansia e il golf…..!

Autore: Guido Caneo
3 COMMENTI PRESENTI
bputters