TESTA FERMA: QUANDO IL RIMEDIO È PEGGIORE DEL MALE

Ecco spiegato il motivo per cui quello di tenere giù la testa non è un buon consiglio.

Almeno una volta nella tua vita ti sarà capitato (o ti capiterà) di colpire la palla in testa. Il tuo compagno di gioco ti avrà detto che..."sei andato a guardare la palla", oppure che "ti sei alzato con la testa". Il rimedio è semplice: tieni la testa giù fino alla fine del colpo. 

Tra compagni di gioco, è proprio uno di quei consigli che vanno per la maggiore. Lo si usa un pò come panacea per ogni problema: tiri storto? tiri corto? fai flappa? fai shank? Tieni giù la testa durante l'impatto e ti passa tutto. Ma non è così, per niente affatto.

Quello di tenere giù la testa durante lo swing è uno di quei consigli che più di altri può contribuire a limitare il miglioramento di un giocatore.

In questo lungo articolo vi spiego perchè questo è un consiglio sbagliato, e sopratutto perchè è un consiglio che, sebbene sia sbagliato, ha fatto tanti proseliti tra i golfisti in cerca di rimedi "last second". Se vuoi davvero migliorare il tuo gioco ti consiglio di prenderti il tempo necessario a leggere tutto l'articolo, sono convinto che ne apprezzerai il contenuto. 

Prima dell'avvento delle moderne tecnologie, come le videocamere digitali o gli swing analyzer, gli strumenti utilizzati per lo studio del movimento del golf erano per lo più le macchine fotografiche, grazie alle quali era possibile immortalare il giocatore in alcune posizioni dinamiche del suo swing, quelle impossibili da "catturare" ad occhio nudo. La tecnica del movimento non si studiava "in movimento", bensì con delle immagini, dunque statiche.

Ora, guardiamo insieme le posizioni all'impatto dei giocatori in questa fotografia.

Posizione d'impatto dei professionisti di golf

Nessuno di voi avrebbe nulla in contrario se dicessi che tutti e quattro, da Ben Hogan a Tiger Woods, hanno la testa e lo sguardo rivolto alla pallina durante l'impatto. Di fatto, è proprio così. Ma queste immagini, da sole, sono fuorvianti, poichè non mostrano qual è l'azione che il loro corpo sta eseguendo attraverso l'impatto. E difatti, il mito della testa ferma ha origine proprio da qui. Da qui ha origine il busillis...

Immagine statica vs video dinamico

Ciò che è importante comprendere è la differenza tra quello che si percepisce dall'immagine statica, rispetto a quello che realmente succede e che si può vedere nella sequenza dei movimenti visti con un video. Tutti e quattro i giocatori hanno la testa ben ferma e lo sguardo rivolto alla pallina nel momento dell'impatto, ma la loro volontà non è quella di rimanere con la testa (e lo sguardo) in quella posizione, bensì di ruotare tutto il corpo (inclusa la testa e lo sguardo) per accompagnare il colpo e attraversare correttamente la pallina. Approfondiamo meglio il concetto guardando il filmato a rallentatore dello swing di Adam Scott con un ferro sei.

Cosa si può notare dal video di Adam Scott?

  1. Durante il backswing la sua testa non si alza e non si abbassa (quindi rimane essenzialmente ferma)
  2. Nel downswing e fino all'impatto la sua testa è ancora con lo sguardo alla palla
  3. Appena colpita la palla, la sua testa inizia a ruotare verso l'obiettivo.
  4. Al momento dell'impatto con la palla i suoi fianchi e le sue spalle sono ruotati verso l'obiettivo e le mani sono "in vantaggio" rispetto alla testa del bastone.

Di questi 4 punti, il più importante è l'ultimo. Se volete colpire bene la palla (o imparare a farlo) dovrete imparare a raggiungere una posizione del corpo all'impatto il più possibile simile a quella dei buoni giocatori, con fianchi ben ruotati verso il target, le spalle ruotate e le mani avanti rispetto al bastone. Nello scorso articolo vi ho spiegato l'importanza di allenare questo aspetto e un ottimo esercizio per farlo, lo trovi seguendo questo link.

A questo punto penserete, certo, la testa deve rimanere ferma fino all'impatto e solo dopo potrà ruotare. Ma è proprio qui che spesso ci si perde. E ora ti spiego perchè, ma te lo spiego con un esempio.

Immagina di guardare il video dello swing di un giocatore dal tuo schermo, e immagina di cercare di premere il tasto pausa proprio nel punto esatto dell'impatto. Difficile vero? pensi di premerlo all'impatto, ma in realtà lo fai più tardi. Dopo molti tentativi riesci a fermare il video all'impatto, ma per farlo hai premuto il tasto quando il giocatore aveva appena iniziato la discesa.

Ciò che succede è che se il giocatore esegue il colpo pensando di tenere lo sguardo giù fino all'impatto, e ruotare la testa subito dopo, semplicemente finisce lo swing che non ha ruotato la testa. E' infatti impossibile, data la velocità di esecuzione del gesto, pensare di tenerla giù fino all'impatto e ruotarla dopo.  

Se Adam avesse eseguito quello swing pensando a tenere giù la testa durante l'impatto, non avrebbe avuto il follow-trough e il finish così ampio e disteso che si vede nel video. E non ci sarebbe stata distenzione delle braccia dopo l'impatto. Quindi è chiaro, una cosa è ciò che il giocatore deve pensare durante lo swing, un'altra è quello che accadrà come conseguenza di quel pensiero. 

Nell'immagine qui sotto si vede chiaramente come la testa del giocatore stia ruotando attraverso l'impatto (guardate la T disegnata in rosso). Se il giocatore stesse colpendo pensando di tenere la testa immobile non si vedrebbe certamente questa rotazione della testa. Dunque, il fatto che si veda che la testa ruoti dopo l'impatto non significa che il giocatore stia cercando di "tenerla ferma fino all'impatto e ruotarla dopo" ma semplicemente che la velocità con cui la testa del bastone colpisce la palla è così elevata da "superare" la testa del giocatore, che comunque continua la sua rotazione verso l'obiettivo.

sequenza swing golf

Differenza tra bastoni lunghi e bastoni corti

Quando eseguiamo un colpo con i bastoni lunghi, ad esempio il driver, la testa sembra rimanere più a lungo giù sulla palla rispetto a quanto avviene con un ferro corto. Questo è dovuto alla differenza di lunghezza della canna. Maggiore è la lunghezza della leva, maggiore è la velocità periferica della testa del bastone, questo implica che, al momento dell'impatto, il nostro bastone ha una velocità così elevata che fa sembrare il nostro corpo più lento. In realtà non è solo apparenza, succede realmente. Ma questo non significa che l'azione di rotazione del nostro corpo si interrompa.

Con i ferri corti e con gli approcci, invece, essendo la leva più corta, la velocità del bastone all'impatto è di molto inferiore rispetto a un legno, così si può apprezzare come la testa "segua" l'impatto, attraversando più insieme alla rotazione delle spalle e dei fianchi, come si vede fare a Furyk e Scott in questa foto.

swing approccio

In tutti i casi, il giocatore sta attraversando la palla con una robusta azione di fianchi e spalle, e la testa NON rimane ferma, ma ruota assecondando il movimento di rotazione del corso, così da non limitarlo. Chiaro?

L'elemento atletico

Gurdate il video qui sopra. Questo bambino è un piccolo campioncino con un grande swing. E' abbastanza evidente che gli sia stato insegnato che lo sguardo deve rimanere giù fino alla fine. E' un insegnamento sbagliato, ora lo sappiamo, ma nonostante ciò lui è in grado di colpire la palla con fianchi e spalle ruotate all'impatto, e completarne la rotazione in modo egregio anche mantenendo la testa e lo sguardo giù fino alla fine. Voi avete la stessa flessibilità e mobilità articolare?  

I giocatori più giovani ed atletici sono in grado di ruotare fianchi e spalle all'impatto e rimanere con la testa più a lungo ferma sulla palla molto di più di quanto siano in grado di fare le persone più anziane e dotate di meno flessibilità. Di quale flessibilità parliamo? In particolar modo quella cervicale. Rimanere volutamente con la testa giù all'impatto inibisce la rotazione del corpo.

Ecco il motivo per cui, proprio i giocatori meno atletici e i neofiti farebbero bene a dimenticare una volta per tutte il consiglio di "rimanere giù con la testa" e dovrebbero imparare a ruotare meglio il corpo attaverso l'impatto.

Nell'immagine qui sotto ci sono Jordan Spieth (a sinistra) e Tony Finau (a destra) immortalati subito dopo l'impatto. Finau ha la testa, quindi lo sguardo, evidentemente più sulla palla rispetto a Spieth. Nonostante ciò, però, la testa di Finau attraverso l'impatto sta ruotando. Potete apprezzare anche voi che Spieth ha le spalle decisamente più ruotate rispetto a Finau, che comunque ha una eccellente rotazione e distensione. Quale dei due dovete imitare voi? 

finau e spite all'impatto

Perchè questo mito ha fatto proseliti

Di solito i vostri amici si risparmiano di darvi consigli quando state giocando bene, magari meglio di loro. Ma la volta che incontrerete una giornata storta incontrerete anche un sacco di "apprendisti stregoni" pronti a suggerirvi il consiglio miracoloso a cui dare retta. E qual è il consiglio "evergreen"? Ecco appunto, giù la testa.

E qualche volta ha funzionato, con magno gaudo per il vostro consigliere (ma anche il vostro). E' il classico momento in cui avrete affermato << il mio maestro questo segreto non me lo ha mai detto>>. In realtà ciò che succede è presto spiegato. Swingare pensando a tenere la testa ferma tenderà a ridurre l'ampiezza del vostro movimento e a ridurre drasticamente la velocità del bastone attraverso l'impatto. Insomma, è come se andando in quinta marcia a 150 Km/h  andaste a scalare fino alla prima marcia a 30 km/h. Se aveste un problema al motore o una gomma bucata, a quella andatura così ridotta nemmeno ve ne accorgereste.

Per analogia, è ciò che vi accade quando siete fuori palla e pensate a rimanere con la testa inchiodata giù a terra, troverete un minimo di sollievo passando da colpi terrifficanti a qualcosa di accettabile. Questo vi darà l'illusione di aver trovato il segreto miracoloso per correggere il vostro swing, in realtà starete semplicemente dando il benvenuto a una lunga serie di errori peggiori.

Quali errori comporta?

Guardate questa foto, nell'immagine a destra sono io che scimmiotto un errore molto frequente ( e molto frustrante), il chicken wings, in italiano "ala di pollo".

chicken wings golf swing

Vi riconoscete? Questa posizione, con le braccia larghe, è davvero antiestetica, ma la cosa peggiore è che è la causa di colpi toppati e slice. Vi spiegherò in un apposito articolo,  in modo più ampio e approfondito, come correggere il chicken wings con degli esercizi molto efficaci che nel tempo ho sperimentato con i miei allievi.

Per adesso vi basti sapere che cercare di rimanere inchiodati con la testa a fissare la pallina è una delle principali cause dell'ala di pollo nel follow trough. Il motivo è che se i fianchi e le spalle smettono di ruotare attraverso l'impatto (e abbiamo capito che il pensiero ossessivo di tenere la testa inchiodata a guardare la palla provoca questo) impediscono alle braccia di distendersi subito dopo l'impatto con la palla.

Le braccia, dunque, non avendo lo spazio necessario per distendersi, sono costrette a ritrarsi, provocando l'ala di pollo. Se il nostro istinto non fosse così intelligente di piegare i nostri gomiti, il risultato sarebbe ancor peggiore: grandi zappate sul terreno.

Se osservate la foto, potete vedere che la sostanziale differenza tra le due posizioni è la quantità di rotazione dei fianchi e delle spalle, ma potete osservare anche che il mio sguardo, nella posizione sbagliata, è ancora ferma giù sul terreno, mentre nell'azione corretta la mia testa sta accompagnando in modo naturale la rotazione del corpo attraverso l'impatto e verso l'obiettivo.

Se mi alzo colpisco in testa

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putter golf

In tutta sincerità, nella mia carriera di maestro ho visto tanti tour players abbassarsi all'inizio del downswing e alzarsi all'impatto, ma certamente non prendevano la palla in testa. 

 I giocatori più alti di hcp non si alzano all'impatto (come credono) ma al contario, spesso si abbassano. Si propio così. Loro hanno la sensazione di "tirarsi su", ma non è la testa ad alzarsi, ma sono le braccia che si piegano (per via della limitata rotazione di fianchi e spalle), che piegandosi restituiscono quella sgradevole sensazione ( ed ecco perchè quando qualcuno vi dice che vi siete "tirati su con la testa" siete anche convinti di averlo fatto davvero).

In definitiva, la palla presa in testa non è affatto conseguenza di essersi alzati, si tratta di una diagnosi sbagliata e semplicistica.

Prima di concludere

Prima di concludere voglio fare una precisazione. Anche il vostro maestro qualche volta vi avrà detto di tenere la testa ferma, lo faccio anche io qualche volta, ma spiego sempre che ci si riferisce alla testa (e quindi allo sguardo) fermo durante il backswing, cosa che aiuta a mantenere il giusto equilibrio e permette al corpo di ruotare correttamente.

Ruotare la testa verso l'obiettivo attraverso il follow trought non significa alzarsi. Se hai letto fino a qui avrai sicuramente compreso come l'intento di questo articolo sia quello di aiutare il giocatore a comprendere che pensare di tenere lo sguardo a terra durante l'impatto può causare dei problemi a molti giocatori poco flessibili e poco abili. Ma attenzione però, è importante che la testa non blocchi la rotazione ma è altrettanto importante che nel tentativo di ruotare la testa in avanti il giocatore non cambi l'asse di rotazione.

Ricordate, una delle chiavi per un valido swing è l'attraversamento della palla con tutto il corpo, e qualsiasi cosa impedisca che questo avvenga rappresenta un errore. Così anche il pensiero di rimanare inchiodati a guardare la palla a terra anche quando il bastone l'ha già colpita rappresenta un errore. Quanto al top (palla presa in testa), vale lo stesso discorso fatto per il chicken wings. Se il corpo (spalle e fianchi) non attraversano la palla nel modo corretto, le braccia saranno costrette a ritrarsi e colpiremo la pallina in testa.

 Ricordatevi che ruotare il corpo correttamente attraverso l'impatto è la condicio sine qua non per diventare dei buoni giocatori, e se il pensiero di rimanere giù con la testa limita questo intento, allora da oggi fate un regalo al vostro swing, sostituite il consiglio di tenere la testa ferma con quello di attraversare la pallina.

Autore: Guido Caneo
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