GRAZIE AUGUSTO

Ci sono persone che nella vita ti lasciano il segno, influenzano la tua esistenza, in qualche modo fanno parte delle persone importanti della tua vita. Oggi si è spento Augusto Venier, un maestro di golf che ha trascorso la sua esistenza a crescere golfisti e a condividere la sua passione per il golf in alcuni dei circoli più rinomati del paese, tra i quali I Roveri a Torino e Castelgandolfo. Ero un bambino di 12 anni quando Augusto lasciò il blasonato golf dei Roveri (oggi Royal Park) per trasferisrsi con la sua famiglia a Castelgandolfo, dove aveva il difficile compito di avviare il nuovo Circolo appena nato proprio di fronte a casa mia. 

Non avevo soldi per giocare a golf, potevo fare il caddy nel week end e dare una mano in campo pratica negli altri giorni: questo era l'unico modo per tenere i piedi dentro un Circolo di golf se non avevi soldi per iscriverti. Augusto mi prese sotto la sua ala protettrice, mi introdusse al gioco, mi aiutò a far volare quella palla, mi aiutò a crearmi delle opportunità. Ho passato tante ore a guardarlo da lontano dare lezione ai giocatori di tutti i livelli. Di golf e di tecnica io non ci capivo nulla, ma capivo che lui certamente aveva una grande passione per questo gioco e per l'insegnamento, e me la stava trasmettendo. Oggi posso dire con certezza che lui, oltre che appassionato, era un maestro molto competente. 

Augusto aveva la straordinaria abilità di crescere giovani inesperti e portarli ad alto livello, lo ha fatto con i suoi figli e con un numero incredibile di giovani che hanno avuto  la fortuna di averlo avuto come maestro nei Circoli dove ha insegnato. Pochi ma tutti splendidi, come amava dire lui. 

La sua passione per la tecnica lo portava a volare ogni anno negli Usa per aggiornarsi e confrontarsi con i migliori maestri dell'epoca: Leadbetter, Cook, Wiren, Hebron, Toski. Comprava videocassette e teaching aids da usare a Roma con i suoi allievi. Non esisteva internet, non c'era sky golf, l'unico modo per tenersi aggiornati sui tornei era attraverso le videocassette che lui divorava nelle sue pause e che poi condivideva con i ragazzi. Conosceva tutti i giocatori, sapeva quale swing faceva ognuno di loro. 

 Augusto era una persona intelligente, garbata nei modi e sensibile. Aveva anche tanta pazienza, soprattutto con me. Come quella volta che venni a sapere che la finestra del suo ufficio in campo pratica era blindata e indistruttibile. Ero curioso di vedere se resisteva a dei colpi tirati con un wedge. A tarda sera,  iniziai a tirarci contro delle palline, sempre più forte, ma la finestra non cedeva. Alla fine provai con un ferro 5 e si ruppe. Non so cosa possa passare nella testa di un ragazzino a volte, ma lui quando vide il vetro rotto e la mia faccia piena di imbarazzo non infierì, raccolse il vetro e non mi chiese spiegazioni, mi evitò anche l'umiliazione di mentire o di confessare. Oppure quella volta che stavo praticando e non riuscivo a mandare la palla oltre 100 metri, quando tutti gli altri caddie lo superavano con facilità. La frustrazione fu tale, ricordo bene, che ruppi  contro il ginocchio lo shaft del driver, un John Letters con la testa di legno. Lo feci un attimo prima che lui tornasse su al campo pratica, mi trovò con i due pezzi in mano. Pensavo che me li avrebbe spaccati in testa, invece bastò uno sguardo, si prese i pezzi per ripararli e io non ricordo di aver più rotto un bastone in vita mia.

Augusto mi portò la prima volta al Golf di Fioranello, in occasione di una delle primissime edizioni della Pro Am di Natale, nella quale gli feci da caddy. Fioranello divenne il circolo che mi adottò e che non ho più lasciato, e dove conobbi il Maestro Mario Napoleoni, che è stato il mio maestro per tutta la vita, e al quale devo tutto, perchè mi aiutò a crescere fino a diventare un professionista.

Quello che abbiamo noi giovani maestri oggi, lo abbiamo ereditato dai maestri bravi e appassionati che hanno creato la figura dei professionisti di circolo, e che hanno creato i campioni di oggi con impegno e dedizione. Augusto è stato sicuramente uno di questi, e ci mancherà moltissimo.

Ciao Augusto, e scusa per il vetro.

Autore: Guido Caneo
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