LE VARIABILI TECNICHE - COMPOSIZIONE DEI MATERIALI E DESIGN DELLE TESTE

Scopriamo gli ingredienti della nostra attrezzatura da golf

Quali materiali

i materiali delle teste Legno di nespolo e di acero: questi erano i materiali più ricercati alla fine degli anni 80 per costruire le teste dei bastoni più potenti, chiamati appunto “legni”. Oggi i materiali impiegati sono scelti tra quelli che garantiscono una maggiore leggerezza e resistenza; il titanio la fa da padrone, almeno nei drivers, mentre negli ibridi, ferri e wedge predomina l’acciaio sul titanio e altre leghe.
E’ diffusa la convinzione che i materiali più duri generino una maggiore velocità della palla e quindi più distanza, così come l’applicazione di alpha maraging alle facce dei drivers: non è così.
Esistono leghe di acciaio estremamente morbide (tipo il carbon 431) o più dure (acciaio 17-4 che è molto più duro), ma la vera differenza nella morbidezza dei ferri la troverà il clubmaker quando dovrà piegare l’hosel per sistemare il loft e il lie, operazione sicuramente meno faticosa da fare su un ferro forgiato rispetto a quello stampato.

In verità nemmeno l’ormai noto “effetto molla” dei moderni drivers può fare miracoli.
Il solo modo per ottenere l’effetto trampolino è quello di creare facce sottili (spesso in titanio, ma anche acciaio) che restituiscano l’energia deformandosi e restituendo indietro una velocità maggiore alla palla. Anche qui però le regole hanno posto un freno alla tecnologia e oggi tutte le facce conformi alle regole non potranno avere un effetto trampolino superiore a 0,83 C.O.R. (Coefficient of Restitution) che equivale in termini di resa sulla palla a una velocità una volta e mezzo quella della testa del bastone. (es.: 100mph la testa del bastone e la palla lascerà la faccia del bastone a 150 mph). Oggi in verità questo effetto trampolino viene misurato in CT (Characteristic Time) e il massimo consentito sono 257 microsecondi, cioè il tempo che la palla rimane in contatto con la faccia del bastone all’impatto.

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Design

drivers quadrati Questi ultimi anni i creativi delle migliori aziende produttrici di drivers ci hanno proposto bastoni dalle forme insolite e coraggiose, destabilizzando alcuni criteri di progettazione che sembravano ormai indiscutibili. E’ così eccoci a tirare drivers con teste quadrate o perfino triangolari, come un recente modello Titleist. Queste sperimentazioni sono nate dall’esigenza di ottimizzare la distrubizione del peso e migliorare l’aerodinamicità della testa. Tutto quanto sopra espresso si traduce in una sola parola…un M.O.I. (momento d’inerzia) maggiore. Se colpiremo il centro di gravità il 99% delle volte, potremo giocare con una faccia che più ci piace perché le differenze che ne ricaveremo dalle sensazioni all’impatto saranno pressoché identiche, ma quando cominceremo a non essere così precisi, un bastone con un’ alto momento d’inerzia ci consentirà di “tenere” meglio la linea diminuendo un poco la perdita di distanza e ottenendo quindi un bastone che perdona di più.

Caneo Golf in collaborazione con Piero Maina – PCS (The Professional Clubmaker’s Society) Advanced Professional "Class A" Clubmaker

Autore: Guido Caneo
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