3 ESERCIZI PER COLPIRE LO SWEET SPOT

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Recentemente ho avuto modo di leggere uno studio realizzato da una nota azienda che produce bastoni, la quale analizzava le differenti abilità dei giocatori ad allineare correttamente il proprio putter prima di iniziare il movimento.

Quasi tutti i differenti modelli di putter in commercio hanno una caratteristica in comune: hanno un riferimento visivo per l'allineamento. Che si tratti di una linea, di un puntino, o entrambi, tutti i putter hanno il loro "mirino". Questo riferimento visivo è solitamente posizionato nel centro geometrico della testa del putter. 

Di fatto, è noto che colpire la pallina al centro della faccia del bastone sia un requisito fondamentale quando parliamo di swing completi. E quanto conta nel put?

Benché ci siano dei professionisti (pochi) che hanno avuto successo colpendo la pallina fuori dal centro della faccia, è ormai consolidato che sia una abitudine pessima per ottenere buone performance a lungo termine. Colpendo la pallina fuori dal centro della faccia del putter si perde precisione e consistenza. Infatti, quando la palla colpisce la punta o il tacco della faccia, la testa del putter subisce una rotazione sul proprio asse, aprendosi o chiudendosi, rispettivamente se si colpisce la punta o il tacco.

Questa rotazione della faccia causa una contro rotazione della palla, che inizierà a rotolare su un asse inclinato. Inoltre, solo se colpiremo la pallina esattamente in corrispondenza dello sweet spot otterremo il trasferimento del massimo dell'energia dal bastone alla pallina. In definitiva, colpire consistentemente la pallina al centro è uno dei requisiti indispensabili per migliorare il nostro putt.

Lo sweet spot non sempre corrisponde al centro della faccia

Occorre considerare che non sempre la riga (o il punto) disegnato sulla testa del putter corrisponde al punto di sweet spot del bastone. La linea, infatti, viene spesso posizionata nel centro geometrico della testa del putter, ma per varie ragioni questo potrebbe non corrispondere al centro di massa della testa. 

Utilizzando software specifici come il Capto si può verificare se la riga del putter corrisponde esattamente allo sweet spot. Tuttavia, questa differenza è marginale per i giocatori non professionisti, e per loro è quindi fondamentale imparare a colpire la palla in corrispondenza della linea disegnata sulla testa del bastone.

Ecco allora 3 esercizi molto efficaci per allenare l'impact point nel put

1 - Usiamo i feltrini

Con pochi spiccioli possiamo acquistare dei feltrini, quelli che si mettono sotto le sedie. Li attacchiamo sulla faccia del bastone facendo in modo che solo la parte centrale sia esposta all'impatto con la pallina. Naturalmente se siete all'inizio abbiate cura di lasciare un pò di "gioco" così da rendere l'esercizio meno difficile. Più diventerete bravi e più potrete stringere l'area di impatto spostando i feltrini più verso il centro.

put,sweet spot

2 - Usiamo due tee

due tee per colpire al centroIl secondo esercizio è ancora più semplice poiché ci occorrono solo due tee. Posizioniamo i due tee esattamente in coincidenza dell'inizio e la fine del putter (tacco e punta), lasciando solo pochi centimetri di margine. A questo punto il nostro obiettivo sarà quello di colpire la pallina evitando di colpire uno dei due tee. 

3 - Il putterball

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il putter a forma di palla Nella foto qui di lato vedete uno speciale putter che ho fatto arrivare appositamente per l'allenamento dei miei allievi. La testa del bastone è caratterizzata da una sfera di dimensioni uguali a quelle di una pallina. In effetti si tratta di un putter molto particolare, ma per migliorare il nostro sistema di putting è piuttosto convincente. Dei tre esercizi, questo è il più complicato perchè richiede l'utilizzo di questo putter speciale, ma sarò felice di farvelo provare quando verrete a trovarmi sul campo. 

In definitiva, qualsiasi esercizio o strumento scegliate, ciò che è importante è sviluppare l'abilità di colpire il centro del vostro putter in modo consistente, proprio come fanno i migliori puttatori.

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