REGOLE DEL GOLF, ESEMPI PRATICI

Situazioni di gioco sul campo: come ci si comporta?

Attraverso alcuni esempi concreti di situazioni sul campo proviamo a comprendere quale sia il giusto spirito col quale affrontare il gioco e le sue regole, mantenendo sempre il rispetto dei compagni di gioco nel giusto "spirit of the game" che ogni golfista dovrebbe conoscere e tramandare.

Alcuni esempi di situazioni

Un compagno di gioco sta per commettere una infrazione alle Regole, secondo il mio parere. Lo avviso prima che la commetta o solo dopo che il fatto è veramente accaduto?

In nessuno dei due casi c'è evidente infrazione all'Etichetta. Però la vera sportività vorrebbe che, se in tempo, tu avvisassi prima che l'infrazione sia commessa, anche a rischio che l'altro si possa risentire (a mio gratuito parere, questo è il caso dove farebbe le due classiche fatiche: prendersela e poi farsela passare!). Non ti aspettare che la sportività sia sempre ricambiata in modo gradevole. Ma non ti curar e passa. Ne vale la pena comunque.

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Due buche parallele; osservo un giocatore sull'altra buca commettere una evidente infrazione alle Regole. Fingo di non aver visto o lo comunico al Comitato di Gara alla consegna dello score?

Stavolta la risposta giusta (la seconda) c'è, anche se raramente è messa in atto per un malinteso complesso di fare la spia. Non è assolutamente così. Se fingi di non aver visto, ti sei reso complice dell'infrazione a scapito di tutti gli altri cento giocatori che gareggiano con te. Anche l'Etichetta a questo proposito prevede sanzioni per un comportamento così scorretto da parte del marcatore. La sanzione è la squalifica per il marcatore che, essendo indubitabilmente a conoscenza di una grave infrazione alle Regole da parte di terzi, anche estranei alla sua partita, non lo comunica al Comitato di Gara. Lo sancisce la nuova D 33-7/9. Cosa è grave infrazione? Non solo se vedo qualcuno dare un calcetto alla palla nel rough (volontà di imbrogliare, roba da Commissione Disciplinare Federale), ma anche se vedo un giocatore recuperare la palla da fuori limite e dropparla dov'è, continuando poi il gioco (magari semplice, ma inescusabile ignoranza) e non lo comunico.

Le Regole per quanto puntigliose e precise non coprono tutti i casi che possono presentarsi in campo. Conoscendole molto bene, le interpreto correttamente e fino al loro limite estremo. Esempio: Palla sotto un cespuglio e, da giocatore destro quale sono, non ho possibilità di prendere lo stance. Decido di giocare da mancino ma tra me e la bandiera c'è un altissimo albero oggettivamente insormontabile. Decido allora di giocare da mancino, in obliquo per rimettere la palla in fairway e posso scegliere tra un ferro 7 in diagonale a filo con l'albero in direzione della bandiera o un pitch di traverso per rimettere la palla a centro fairway. Per giocare il pitch verso il centro fairway debbo appoggiare il piede su un irrigatore per cui posso droppare la palla senza penalità. Droppando ottengo di togliere di mezzo sia il cespuglio che l'albero, tiro da destro e riesco così a mettere la palla in green. Scegliendo di giocare il pitch invece che il ferro 7, ne ho approfittato troppo, mancando così di sportività?

Assolutamente no, se invece che stupido sei intelligente non solo potrai essere un golfista lo stesso, ma lo sarai a livelli superiori alla media. L'interpretazione corretta ed estrema di una Regola è assolutamente lecita e sportivissima. E' però vero che il limite tra una interpretazione corretta ed estrema ed una sofistica ed illecita è costituita da una linea molto sottile. Assicurati di essere nel giusto! Una Decision simile all'esempio è D 24-2b/9.5. Supponiamo ora che nella stessa situazione dell'esempio avessi avuto il posto per prendere uno stance da destro, ma scomodo; ho il diritto di armare tutta la giostra descritta eccetto che una volta invocata l'interferenza con l'irrigatore mi sarei visto negare il droppaggio gratuito perchè il mio diritto, innegabile, di prendere lo stance migliore, in questo caso era finalizzato a ottenere il droppaggio gratuito. Ecco la mancanza di sportività. A questo punto posso scegliere se tirare il pitch col piede sull'irrigatore o giocare il ferro 7 da mancino o tornare allo stance scomodo e tirare da destro.

Il match play è un duello all'ultimo sangue secondo le Regole. Sul tee di partenza vedo il mio avversario piantare il tee più avanti della linea dei tee marker. Non lo avviso del fatto, in attesa di vedere l'esito del suo tiro, perchè se è brutto non dirò nulla se invece fosse troppo bello eserciterò il mio diritto, stabilito dalla R 11-4a, di fargli ripetere il colpo. (Roba da coltello tra i denti, lecito anche se impietoso, ma entro la sportività del match play). Il tiro è bello e voglio che lo ripeta ma il tee è volato via senza lasciare tracce evidenti del punto dov'era. Come mi comporto? Inizio una discussione, fino alla rissa, perchè io sostengo che era fuori del tee mentre lui sosterrà il contrario oppure ingoio amaro e taccio?

La sportività, per quanto agonistica e competitiva possa essere, deve essere mantenuta nell'ambito delle Regole. Un mio personale suggerimento è di conoscerle molto, ma molto bene quando ci si infila in situazioni del genere! In questo caso la vera sportività risiede nel dare a Cesare quello che è di Cesare, cioè ho adoperato lecitamente le R 11-4a contando sul suo tiro bello per avvantaggiarmi almeno psicologicamente, però debbo lasciare all'avversario la possibilità che la stessa Regola si volga a suo favore non dandomi la possibilità di esercitarla, cosa avvenuta. Ovverosia, se il tee fosse rimasto piantato c'era il riferimento oggettivo per chiedere la ripetizione del colpo, ma se il tee è volato via, lascia perdere, non c'è più il motivo per contendere. Se le Regole le conoscessi bene non aprirei nemmeno la discussione perchè la D 34-3/4 stabilisce proprio che in questo caso, senza prove di alcun genere, la ragione si dà al giocatore che ha effettuato il colpo..

Palla in fairway, faccio alcuni swing di prova a 40 centimetri dalla palla toccando il terreno ogni volta. All'ultimo la palla si muove. Il mio avversario pretende che mi assegni un colpo di penalità per aver mosso la palla. Io sostengo che non ho mai toccato la palla nè ho toccato il terreno con forza sufficiente a far muovere la palla. Finisce in rissa o qualcuno dei due dovrebbe sapere che non c'è materia per contendere?

La discussione in difesa dei propri diritti è sempre ammessa purchè resti nell'ambito della civiltà e delle Regole. Un principio di sportività ed equità che dobbiamo aver ben chiari è il seguente: ogni volta che ci sono contestazioni (sempre civili) su una situazione che non ha riscontri se non attraverso le parole dei contendenti è quasi sempre risolta secondo il principio che l'incidente di gioco attivo (palla che si è mossa quando il giocatore ha fatto qualcosa, il giocatore battendo per terra col bastone dietro la palla ha migliorato il lie, ecc) è il giocatore che deve fornire prova di non essere colpevole, mentre per situazioni passive o statiche (la palla era tutta fuori o dentro come nel caso precedente, ecc) è il contestatore che deve fornire la prova. Quindi il giocatore avrebbe dovuto rassegnarsi subito alla penalità. Vedi D 18-2a/30..

L'erba del tee di partenza è corta, molto curata e senza sassi in vista, quindi non mi preoccupo se faccio qualche swing in direzione di qualcuno a pochi metri da me.

1° Un sassolino in un occhio, per quanto piccolo, non è mai un piacere. Sei sicuro di essere occhio di lince e che proprio non ce n'è nemmeno uno? 2° Il giorno che vedrai una testa di bastone staccarsi capirai che letale proiettile possa diventare e in quali direzioni possa volare rispetto a quella dello swing. Questo è un peccato mortale nei confronti dell'Etichetta e dimostra molta poca dimestichezza con il Golf.

Il mio drive supera i 180 metri una volta l'anno, per cui quando chi mi precede è oltre questa distanza tiro senza troppe preoccupazioni.

Ma quella volta all'anno è su appuntamento? Una legge statistica del Golf è che il tiro della domenica esce proprio quando non dovrebbe! Peccato mortale e stupido, qual'è la differenza di attendere prima di tirare o dover attendere quando sei arrivato sulla palla per il prossimo colpo?

Gli operai in campo durante la settimana spesso mi fanno ritardare il gioco. Allora o mi danno la precedenza o se non si accorgono di me, tiro comunque e gli farò un urlo se vedo che potrei colpirli. Oltretutto hanno il casco.

Coraggioso, io lo evito accuratamente perchè gli operai hanno la tendenza a essere giovani e forzuti. Se non li stendo sul colpo, come va a finire? Oltretutto non ci scommetterei sulla precedenza; spesso i Circoli la danno proprio a loro per non far levitare troppo i costi di manutenzione del campo.

Ho già tirato quando dall'altra buca un giocatore invade il mio fairway proprio dove la mia palla sta scendendo. Nell'eccitazione del momento emetto un forte fischio, di quelli da pastore, per attirare la sua attenzione.

Non devi attirare la mia attenzione, devi avvisarmi che sto per essere colpito da una palla e l'unica maniera sicura perchè tutti reagiscano rannicchiandosi è gridare forte "FORE" (foooar). Se richiami la mia attenzione, mi girerò istintivamente verso la provenienza del fischio col risultato di prendermi la palla in faccia.

E' pomeriggio inoltrato e le ombre sono lunghe. E' vero che non si dovrebbe proiettare la propria ombra sulla buca o sulla linea del putt di un altro giocatore. Però non mi si può chiedere di fare dei chilometri sul green per togliermi ogni volta. Se per far scansare la mia ombra dovessi fare il giro di tutto il green sarei umanamente esentato dal farlo.

Camminar fa bene! No, non ci sono esenzioni di sorta; se non vuoi stancarti basta cercare quell'unica posizione che rispetto alle altre palle non interferisce mai; se cerchi la troverai sempre!

Quando nessuno della mia partita è impegnato nel gioco, posso scambiare due parole con qualcuno, magari a voce alta se non è proprio vicino, senza troppe preoccupazioni.

1° Assicurati che l'altro abbia voglia di parlare. Non sono molti i loquaci Lee Trevino che, accorgendosi che l'altro è un pò infastidito, possono permettersi di affermare:"Se non hai voglia di parlare, non ti preoccupare di rispondermi. Limitati ad ascoltare". 2° Dove regna il silenzio o la quiete, le voci si odono molto più lontano di quanto si pensi. Il "ciacolare", distintivo delle gentili signore, ma non solo, lo si ode troppe volte anche da tre buche di distanza (quando sono parallele). Da farsi con discrezione e non ad alta voce.

L'Etichetta prescrive che il marcatore, quando in dubbio, dovrebbe controllare col giocatore lo score da segnare. Se non lo ricorda, gli chiede "Quanto hai fatto?"

Non c'è frase più odiosa e rivelatrice della incapacità golfistica di qualcuno che a tutte le buche la ripete al giocatore. Questa è la prima ragione per cui, pochi anni fa, è stata introdotta la possibilità di sanzionare comportamenti gravissimi o solo scorretti ma continuativi. Il marcato stesso dovrebbe sentirsi offeso, perchè toglie credibilità al suo score e quindi anche alla sua eventuale vincita. Troppe volte sentirete bisbigliare: "Grazie, lo marcava Tizio!". Per evitarlo, una volta imbucato, abituatevi a dire ad alta voce il numero di colpi effettuati e quando non li ricordate con certezza, dite:"Fammeli contare". In questo modo gli altri componenti la partita saranno i testimoni del vostro risultato. Non dovreste nemmeno avere paura di chiedere ad alta voce lo score del giocatore che marcate, una volta che ha imbucato. Se insiste nel non dichiararlo, basta dichiarare ad alta voce un colpo in più: "Scrivo 5?", quando ha fatto 4. E' una ottima cura! Quando il conteggio non torna, è utile chiedere l'aiuto anche degli altri componenti la partita per ricostruire la buca.

Quando lasciamo il green vorrei segnare subito lo score a scanso equivoci. Però ogni volta c'è qualcuno che mi sollecita a muovermi subito. Perchè non posso fare come dico io?

Perchè e' un MUST, dato che si potrebbe rallentare il gioco di chi seguisse da vicino. E' quindi bene prendere sempre l'abitudine di segnare lo score una volta arrivati sul tee della buca successiva. Non solo, nel momento che sorgessero dubbi e fosse necessario ricostruire la buca, prima si gioca dal tee e solo dopo si inizierà a ricostruirla; questo perchè si può parlare mentre si cammina verso il prossimo colpo. Ti è mai capitato al semaforo di attendere per 7 - 8 secondi che quello davanti si decida a partire? E' stato fastidioso? Altrettanto lo è per coloro che attendono di poter giocare e ti vedono fermo a bloccare il green per una operazione che dovresti fare altrove.

Io sono atletico, molto metodico e non posso affrettare la mia routine che è stabilmente a 40 secondi. Non me ne preoccupo perchè recupero sui trasferimenti il tempo che ho impiegato sui colpi.

Vedo che hai già dimenticato la considerazione per gli altri. I colpi sono del singolo giocatore, ma i trasferimenti sono comuni perchè ci si muove tutti insieme. Se qualcuno non è atletico come te, deve schiattare per consentirti la tua routine? La verità è che se la tua routine è eccessivamente lunga, come in questo caso, il tempo lo rubi letteralmente ai tuoi compagni di gioco che dovranno affrettare la loro per non essere penalizzati per gioco lento! Abbiamo visto sopra che il tempo medio deve stare intorno ai 25 secondi.

Come faccio a regolarmi e sapere se sto mantenendo un corretto passo di gioco in gara?

Se vuoi controllare con l'orologio, basta moltiplicare il numero delle buche giocate per 15 e avrai i minuti di gioco previsti, confrontali con quelli effettivamente giocati e saprai se sei in orario o meno. Un altro metodo, più facile, è quello di non perdere mai terreno, o riguadagnarlo se l'hai perso, sul gruppo che ti precede. Questo significa che sui par 3 loro lasceranno il green quando tu arrivi sul tee, sui par 4 li vedrai già in green e sui par 5 stanno per arrivare in green. Ricorda, il riferimento per il passo di gioco sono quelli che ti precedono e non quelli che ti seguono! Se hai il deserto dietro di te non significa nulla; potrebbero semplicemente essere ancora più lenti di quanto lo siete già voi.

Uno dei compagni di gioco è lento oltre ogni dire, cosa posso fare?

Situazione sgradevole e purtroppo molto più comune di quanto si vorrebbe. Il suggerimento è di non lasciarla incancrenire fino al punto dove poi si sbotta. Richiamare l'attenzione del giocatore lento non oltre la seconda o terza buca, magari con solleciti indiretti: "Guardate che stiamo accumulando del ritardo, dobbiamo darci una mossa tutti"; se non si ottiene il risultato, avvisare il prima possibile un membro del Comitato o il Giudice Arbitro se in campo, come ultima ratio, riportare in Segreteria l'accaduto..

Sono sempre in affanno perchè quando lasciamo il green io resto indietro di 50 metri ogni volta. Com'è?

Se non pianifichi i tuoi movimenti PRIMA di arrivare in green, è ovvio che poi sarai in ritardo. Ecco il comportamento modello: 1° mi preoccupo, magari chiedendolo, di saper in quale direzione è il prossimo tee in modo da lasciare il carrello già dal lato giusto del green. 2° se debbo fare un corto approach, sotto i 20 metri, una volta tirato, porterò il carrello nella giusta posizione e dopo andrò in green; se necessario chiederò a un compagno di gioco di marcarmi la palla (potrò indifferentemente ripiazzarla io o farlo fare a lui), 3° userò il tempo in attesa di pattare per studiarmi la linea del putt. La quantità maggiore di tempo perso intorno al green è dovuto al malposizionamento dei carrelli. Non lasciarlo mai indietro dopo aver fatto il chip in green. Un chip di 10 passi costa 30 secondi perchè a un passo al secondo, devi fare 10 passi per andare sulla palla, poi 10 passi per tornare indietro al carrello e infine li dovrai ripercorrere per andartene verso il prossimo tee, moltiplicalo per 18 green = 9 minuti. Quando sei nel gruppo che segue capirai quanto sia fastidioso.

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